Sembra il titolo di un film del filone demenziale, stile Gialappa's: la sagra dei talami. Ma non lo è. E', anzi, l'idea più trash per celebrare la santa Pasqua. Si tratta infatti di un'antica tradizione popolare, nata in epoca tardo medioevale, che nel corso dei secoli si è trasformata in un "magico" spettacolo teatrale. Va in scena ad Orsogna, un paesino abruzzese in provincia di Chieti, a mo' di chiusura delle festività pasquali: quest'anno è "in cartellone" per martedì 2 aprile. Protagonista della sagra è il talamo (dal latino "thalamus", in greco "talamos", termine che indicava il "palco" sul quale venivano eseguiti i drammi liturgici), un carro allegorico sul quale giovani attori, scelti generalmente tra i ragazzi in età scolare, rappresentano, immobili come in un altorilievo, episodi tratti dall'Antico e dal Nuovo Testamento. Dietro la scena trova posto un fondale affrescato, in cima al quale una ragazza, legata a una spalliera a forma di raggiera, impersona la Madonna. I carri sono sei, uno per ogni quartiere, cui si aggiunge il talamo trasportato a spalla, che recupera l'usanza seguita fino al 1959, quando le braccia furono sostituite prima dai camion e, successivamente, dai trattori agricoli.
Sfilano così per le strade di Orsogna fanciulle illibate travestite da Vergini Marie. Appaiono Madonne nere come nemmeno a Chestokowa. Bimbi di pochi mesi vengono benedetti sui talami allegorici. Un'orgia di manifestazioni fra sacro e profano, a cui vale assolutamente la pena partecipare. E se per caso avete già organizzato la vostra gita pasquale e non potete andare ad Orsogna, niente paura: l'appuntamento con la sagra viene replicato nel periodo estivo, la sera di Ferragosto, quando i talami sfilano in edizione notturna.
Fanciulle illibate travestite da Madonne. Bimbi benedetti su talami allegorici. Sfilate in processione fra sacro e profano: le immagini clou di una Pasqua davvero da non perdere...
La cometa di Pasqua Gli astronomi l'hanno chiamata Ikeya-Zhang, dal nome degli scienziati che l'hanno scoperta. I comuni mortali l'hanno invece battezzata "la cometa di Pasqua". Perché passa sui nostri cieli proprio nei giorni di festa.