 | | UNA SFIDA DI PIPPE |  |

13 dicembre 2000, h. 17.30 - Gore si arrende, Bush è il nuovo presidente.
Il vicepresidente statunitense Al Gore ha gettato la spugna. Di fronte alla decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha bocciato con 7 voti contro 2 la proposta della Corte della Florida di procedere a una nuova conta dei voti, il leader democratico ha fatto dichiarare dal suo portavoce William Daley l'intenzione di sospendere le attività del comitato. Una dichiarazione di resa di fronte alla presunta evidenza del successo del rivale repubblicano George Bush jr.
In nottata il discorso di Al Gore che dovrebbe definitivamente portare Bush alla guida della nazione.
13 dicembre 2000 - Forse sarà Bush il nuovo presidente.
Ancora non è certo, ma dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato (7 voti contro 2) la decisione della Corte della Florida di procedere a una nuova conta dei voti, i cancelli del cielo paiono essere spalancati per George Bush. Di fatto questa è una vittoria per il leader repubblicano. Confermata anche da alcuni consiglieri del rivale democratico, Al Gore, che gli hanno consigliato di mettersi da parte.
Dopo 35 giorni di delirio mediatico, di battaglie tra gli avvocati più pagati del globo, di incertezze sul futuro della nazione più potente del mondo, di alti e bassi sulle borse di tutto il mondo, sembra che gli Stati Uniti siano riusciti a trovare la loro guida. Ancora non è ufficiale, ma molti osservatori internazionali, ormai annoiati da questa farsa, pare si siano messi il cuore in pace.
Anche il paese più tecnologico, più all'avanguardia, più "democratico" del mondo ha bisogno dei suoi tempi.
4 dicembre 2000: Un nuovo round "supremo" per Bush
La Corte suprema Usa ha dato ragione a Bush. Il massimo tribunale federale, chiamato a deliberare sulla legittimità della verifica a mano, ha infatti sentenziato che la Corte suprema della Florida interpretò la legge in modo arbitrario, autorizzando il riconteggio manuale dei voti. Ora dovrà riscrivere la sentenza in maniera più convincente. La sentenza non è quindi definitiva, ma interlocutoria. In pratica la Corte Usa la rimanda alla stessa Corte suprema della Florida perché la riscriva in maniera più convincente: quest'ultima potrà decidere in modo diverso, tenendo conto, viene espressamente detto dalla sentenza, del parere della Corte Usa.
Più che una secca bocciatura delle ragioni dei democratici, sembra un buon colpo segnato dai repubblicani. Il massimo tribunale Usa dà ragione a Bush, ma la sua sentenza, attesa dagli americani come una parola definitiva sull'annosa questione presidenziale, non è sicuramente l'ultima.
La decisione annullata dalla Corte suprema degli Usa è quella con cui la Corte suprema della Florida aveva esteso il termine entro il quale certificare i risultati delle presidenziali, fissato al 14 novembre. Dopo quella decisione, la contea di Broward aveva condotto una verifica a mano delle schede e il vantaggio di Bush era sceso da 930 voti a 537 voti. A questo punto il vantaggio del candidato repubblicano torna a quota 930.
Se fra tutti questi ricorsi, numeri e date vi sieti persi e non capite più nulla, continuate allora a leggere qui sotto. Dove troverete un po' di spiegazioni tecniche sui Grandi Elettori, il voto per posta e la cronaca giorno per giorno del giallo/farsa made in Florida.
1 dicembre 2000: Silenzio, (forse) parla la Corte
27 novembre 2000: E' sempre una poltrona per due
22 novembre 2000: Niente da fare, mr. Bush
17 novembre 2000: Elezioni Usa? 1X2...
15 novembre 2000: Ha vinto Bush (?!?)
14 novembre 2000: La parola ai giudici
10 novembre 2000: Un presidente nella posta...
8 novembre 2000: Per un pugno di voti...
6 novembre 2000: Una sfida all'ultimo voto?
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Paginatre' di Lia Celi Al Gore non si comanda, al Bush chissà: dispacci-lampo da Washington a 24 ore dal voto. La penna feroce della nostra editorialista non poteva non sfruttare l'occasione di questa disfida di pippe...
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