Ero imbarazzata e sconvolta, in preda ai brividi e ansiosa. Manu mi toccava, non aveva minimamente intenzione di smettere, continuava ad accarezzarmi energicamente. Gli altri mi stavano guardando: non guardavano Manu, dai cui occhi trapelava un'incredibile eccitazione mista alla solita espressione di perfidia. Era evidente cosa la stava eccitando: il mettermi in imbarazzo davanti agli occhi delle coppie che ci stavano soppesando coi loro sguardi, il farmi arrossire di fronte alla loro impassibilità. Ci guardavano come fossimo estranee, ma l'unica estranea ero io, che non li conoscevo e non sapevo cosa fare: dovevo lasciarmi andare al piacere di sentire le dita di Manu in me? Non riuscivo a provare piacere, la vergogna era troppo forte. Poi accadde quello che doveva accadere.
La donna che sedeva alla mia destra mi aprì la bocca con la sua. Intuivo che le coppie di fronte avevano incominciato a muoversi, ad allacciarsi. Appena Manu smise di toccarmi, sentii la sua bocca in me, sentivo che risaliva dalle mie gambe spogliandomi. Il bacio - devo dire coinvolgente, affascinante - della donna alla mia destra continuò per minuti. Quando la donna si staccò, fu soltanto per guidare le mie labbra verso l'uomo più maturo della compagnia. Avrà avuto quarantacinque anni, era già brizzolato, molto atletico e abbronzato. Sentii la sua mano, calda e secca, afferrarmi le mascelle e avvicinarmi alle sue labbra. La donna (forse sua moglie) intanto stava spogliandomi là dove non mi aveva spogliato Manu. E mi baciava il seno, con piccoli colpi di lingua precisi. Era un'esperienza da svenimento. A un certo punto l'uomo si staccò dalla mia bocca, si voltò in basso, verso Manu e le disse (in modo che anche io ascoltassi bene): "Manu, io e Roby prendiamo in prestito la tua amica". Si erano allontanati da me, mi scrutavano, rossa e sciupata dalle loro bocche. Manu acconsentì silenziosa.
Ero imbambolata. "Roby" mi prese per mano, anche lei in silenzio. Mi condusse alla scala, salimmo i gradini sempre in silenzio, Roby mi guidava, suo marito (o quello che pensavo essere suo marito) mi seguiva. Entrammo in una stanza da letto molto moderna. Avevo paura e sentivo la mancanza di Manu. In fondo alla paura c'era eccitazione: mi sembrava di essere stata venduta da lei, mi sentivo usata a distanza e stavo ancora scoprendo un lato nascosto di me stessa. Appena chiusa la porta, l'uomo alle mie spalle mi afferrò e mi strinse a sé. E già Roby incominciava a prendermi la bocca e il seno. Era una sensazione fortissima, la possibilità di essere coperta da estranei, davanti e dietro, di sentirmi spossessata, senza possibilità di dissentire. Rimasi con Roby e suo marito per un tempo indeterminato. Poi si aprì la porta: era Manu, con tutti gli altri. Ci avevano raggiunti e, ancora una volta, quello che doveva accadere accadde...
Paola
[ Continua settimana prossima ]
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