Conosco le sue ragioni, peraltro non pubblicabili... troppo private. Io però non sento lo stesso bisogno di avere altri uomini: amandolo, lui mi basta e avanza... Non sento insomma l'esigenza di tradire (se di tradimento si può parlare... lui sostiene di no, ma io so per certo che se facessi come lui soffrirebbe moltissimo), perché l'amore mi fa sentire non limitata ma totalmente libera.
Mi farebbe piacere una tua opinione. Non per avere un consiglio, ma uno scambio paritario di idee.
Cara Maria,
io rispetto molto la tua scelta di dedicarti, quasi sacrificarti a un solo uomo. La forza del tuo sentimento merita rispetto e io non ho nulla da insegnare a nessuno. Tu credi che sia possibile amare lo stesso uomo in mille modi diversi ed evitare così di cadere nella routine e nella noia. Perfetto, spendido anche perché mi sembri completamente sincera in questo tuo modo di vivere i sentimenti. Però permettimi di farti notare che questa idea che hai dell'amore non è esattamente corrisposta; il tuo compagno si concede delle evasioni, sia pure virtuali, frequenta le chat erotiche e tu ovviamente ne soffri. Non voglio entrare nel vostro privato di coppia, ma c'è qualcosa di squilibrato nel vostro rapporto. E se posso azzardare una spiegazione ti dico che una delle possibili ragioni è che i vostri ruoli sono fissi, bloccati: tu che lo adori e lui che si sente bello tranquillo e garantito da questo sentimento, cosi totalizzante ed esclusivo. Non hai mai pensato che rinunciando a essere seduttiva e desiderabile anche per altri uomini, mostrando di non avere occhi che per lui ti trasformi in una specie di mamma o, scusa la franchezza, di cagnolone sempre scodinzolante, contenta di ricevere una carezza ogni tanto dal suo signore e padrone. Il tuo uomo io lo terrei un po' più sulla corda, gli farei capire che non c'è nulla di scontato. Lui entra nelle chat erotiche? Bene, fallo anche tu. Magari da un altro computer, visitando le stesse stanze dove c'è lui. È un gioco abbastanza innocente, non c'è "tradimento" (lo dice anche lui, no?), ma forse si accorgerà che la sua fedele compagna ha dei numeri, delle qualità non previste. E non è detto che la cosa non gli piaccia.
Paola
Cristina scrive: "Cara Paola, sono una ragazza che ti aveva già scritto, e la mia
lettera si sarà persa tra i meandri di missive che ti arrivano... Io mi sento ridicola a scrivere a una persona sconosciuta e irreale, per di più per la sconda volta, ma lo voglio fare, non per chiederti un parere sui meandri della sessualità, della psiche o chissà che... Ho guardato le tue foto. Porti una fascia nera a coprire gli occhi. Ora mi chiedo: nelle tue puntate del diario hai raccontato a milioni di italiani le tue avventure erotiche, cose della tua vita intima che non sempre è bello condividere con la massa, con chi non ti conosce, e magari non merita di conoscere questi tuoi segreti.
Hai svelato ai più la tua intimità, scoprendo parti di te stessa che nemmeno credevi di avere... Ti sei fatta conoscere nella tua interezza, nella tua profondità e nella tua intimità (intesa nel vero senso della parola).
Allora, che senso ha coprirsi gli occhi per non farsi riconoscere, per non farsi scoprire né vedere...
Non ti sembra un controsenso e una cosa illogica?? Se ti ritieni così libera, che problema c'è a farti vedere nella tua interezza, anche fisica... Ormai la gente ti conosce per quello che sei per
quelllo che fai... Non è coerente secondo me quel tuo gesto di "nasconderti" o forse devi davvero nascondere qualcosa? I tuoi occhi potrebbero tradire qualcosa di te che non vuoi ancora scoprire???
Ti prego, aiutami a capire...
Un bacio
Cara Cristina,
Non essere ingenua (o forse dovrei dire maliziosa). Cosa pensi che sarebbe di me se rivelassi la mia identità o solo il mio volto? Cosa pensi che direbbe il mio portinaio se mi riconoscesse, o il mio capo in ufficio. La fascia nera è la mia difesa, il diaframma che separa un piccolo mistero dal diventare "quella gran puttana che scrive il diario". Io sono esibizionista, il fatto di pubblicare un diario con le proprie esperienze intime la dice lunga sulla mia natura, su questa bisogno che ho di mostrarmi, di occupare il centro della scena. Mi eccita fare così. Ma il mio è un esibizionismo più sottile, mediato (mi piace anche essere guardata mentre mi spoglio o faccio del sesso, ma in luoghi e occasioni sicuri, dove tutti fanno parte del gioco). La scrittura mi permette di rivelarmi senza scoprirmi: non è una cosa da poco. E poi tu trascuri una componente della mia personaltà: il desiderio di giocare e quindi di recitare una parte, travestirmi, fingere, depistare. Credi che sia davvero sempre sincera, che non abbia nulla da nascondere?
Se tu, come gli altri lettori del diario, mi conoscessi veramente spezzeresti l'incantesimo: il mistero si dissolverebbe, ogni curiosità sarebbe appagata. Questa distanza, questo segreto mi permette di continuare ad affascinare, a sedurre, a tenervi legati a me. Non getterò mai la maschera!
Paola
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