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Siccome nella vita mi occupo di software (e di altro :-)), non so come i ragazzi di Clarence intendono sostituire alle puntate del diario, per un po', puntate "in tempo reale". Problemi loro dopotutto. Sono rimasta sorpresa della loro proposta, ma ho accettato dopo una breve discussione con la persona che sto incontrando, che è rimasta entusiasta. Quindi accetto: sarà più divertente fare cronaca in diretta, anche se a spese del tempo di riflettere sulle esperienze e... di godersele un po' di più. Ho iniziato a lavorare su quanto mi sta accadendo in questi giorni e, devo dire, è piacevole essere entrata in un ruolo che, prima, non era mio: quello di Manu. Di più, per ora, non voglio dire. Auguratemi buon lavoro in ogni senso :-).
Dalia Nera scrive: Ho una storia di tipo sadomaso. Ho paura, ma non di quello che sto sentendo ora, piuttosto sono spaventata da dove mi porterà. Ho paura dei rischi, ho paura di non sapermi frenare e di non saper frenare la persona con cui ho quest'esperienza. A te è capitato? Qualche consiglio?
Dalia Nera
Cara Dalia Nera,
nelle prossime puntate del diario (che non so quando leggerai, visto che Clarence mi chiede un extra-diario in tempo reale) l'argomento sadomaso viene toccato e non poco. All'inizio sinceramente avevo più perplessità delle tue. Mi sembrava che, sotto sotto, tra gli amanti del sadomaso si condividesse una paura del sesso, intendo del sesso "normale", che viene chiamato in gergo "vaniglia". Poi ho capito che non era così, che il sadomaso esalta ritualità che sono proprie di ogni rapporto personale (e anche sessuale). Allora il rischio successivo mi è sembrato essere quello di cui parli: anch'io sono rimasta molto coinvolta da una relazione di questo tipo, e mi chiedevo se avrei superato ogni limite e cosa poteva contenermi rispetto a un superamento di cui non sarei stata consapevole. Posso risponderti che alla fine dipende (come in ogni storia) dalla maturità delle persone. Infatti tra gli amanti di questo tipo di rapporti è molto importante il consenso, la razionalità, la fiducia: non è che ci si porta a letto Hitler, no? Fammi sapere gli sviluppi. Un bacio, P.
L. scrive: Cara Paola, complimenti per il tuo diario e anche per la posta. Non è facile trovare persone normali che parlano di questi argomenti. Ecco la mia domanda: c'è qualcosa che secondo te definisce la perversione? Secondo me sei fin troppo disinibita e mi sfugge che cosa, secondo te, si può fare o non si può fare. Se tu avessi ragione, gli psicanalisti non dovrebbero avere lavoro. E invece...
L.
Cara/o L.,
grazie dei complimenti (sono sempre più sorpresa che gli amici di Clarence non mi trattino a pesci in faccia! :-)). Per quello che riguarda la perversione, è vero che penso che la più grande perversione consiste nel non realizzare quello che veramente si desidera. Però non intendo che non ci siano limiti. Per esempio, secondo me, la pedofilia va compresa e curata, e non può essere giudicata. Un conto sono i desideri, un altro le malattie, anche se è evidente che ci si può ammalare di troppo desiderio (o di troppo poco desiderio). Cosa c'è di più difficile che capire che cosa si desidera realmente? E poi di metterlo in pratica? Ecco perché gli psicanalisti lavorano: per quasi tutti noi è quasi proibitivo permettersi di essere felici. E, almeno stando alla mia esperienza, i limiti alla nostra felicità sono più derivanti da noi stessi che dalla società. Comunque questo è il mioparere, per quel che può valere. Un bacio, P.