Dai cortometraggi muti con soggetti erotici o pornografici realizzati tra il 1902 e il 1970, il cinema ha avuto a che fare con l'erotismo e la pornografia quasi da subito, dopo la sua nascita.
Uno dei primi cineclub del mondo, sorto a Mosca agli inizi del secolo, era esplicitamente dedicato alle sequenze pornografiche (e fu chiuso dalla autorità qualche mese dopo l'inizio della propria programmazione) e si può dire che, insieme al western, fu forse il primo genere a prendere forma e racconto nelle immagini in movimento.
Il primo film erotico ufficialmente apprezzato dalla critica è L'écu d'or, di Aldo Kirou, del 1908 e la dichiarata passione che i surrealisti ebbero per il grande schermo nasceva anche dalle evidenti potenzialità provocatorie, dalle straordinarie chance di scandalizzare che esso possedeva grazie alla capacità di rappresentare l'erotismo nella maniera più intensa e realistica.
Ma già prima che Buñuel applicasse stupendamente questa lezione in film come L'Age d'or e Un chien andalou alla fine degli anni Venti, esisteva una produzione di cortometraggi costruiti intorno ad esplicite scene sessuali, che successivamente, come nel caso del regista francese Marcel Pagnol, venivano realizzate da noti registi, per uso domestico o clandestino.
A partire dagli anni Trenta, con l'affermazione soprattutto ad Hollywood di una censura istituzionale (il famoso Codice Hays), il cinema imparerà che non c'e niente di più eccitante di una proibizione per allenare un linguaggio a forme superiori d'intensità ed emozione: Rita Hayworth che in Gilda si toglie i guanti con la stessa grazia oscena con la quale un florido animale rivelerebbe il proprio sesso per eccitare il partner all'accoppiamento, è una delle icone più note che il cinema abbia coniato per dimostrare quanto l'erotismo debba all'obliquità delle immagini. Ma molto prima d'allora, questi ammiccamenti di gioiosa libidine, questi preliminari frenetici che precedono performance meccaniche e sbrigative, questi corpi mascherati o agghindati eroticamente, quasi grotteschi e commoventi dall'accelerazione delle immagini del muto, dimostrano che il sogno di "essere felici" e di sentirsi liberi che vi è inscritto, fa parte da sempre di questo pianeta.