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Mondanità immonda - Nelle sale opulente e fantasmagoriche della trendy-disco Atlantique si annuncia un evento. Hugh Hefner, ovvero il leggendario fondatore di Playboy, vi festeggerà il settantacinquesimo compleanno. Fiorucci è il grande anfitrione, è lo sponsor che elargisce i quattrini per il party dedicato al più grande puttaniere del secolo. Hefner, infatti, se la passa male da tempo e non ha più il becco di un dollaro. Clarence si mobilita e, penetrando le trincee inverosimili di schiere nerborute e multietniche di buttafuori, presenzia e indaga sull'happening meneghino. Vi raccontiamo, con l'occhio un po' da outsider e un po' da spione, la vera tragica storia del compleanno del Canuto Pornocrate e delle sue conigliette al silicone. L'apogeo e il crollo del più grande magnate del sesso, dell'artefice assoluto dell'immaginario sessuale del Novecento, del profeta del consumismo erotomane.
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Il festino all'Atlantique
IERI..
La fondazione - Hugh fonda nel 1948 la rivista patinata Playboy. Diventerà l'artefice del sexual way of life. Organizzatore di feste faraoniche, nelle quali si aggirava vestito di lucenti pigiami di seta. Ospiterà nelle sue piscine, acquari e vasche da bagno legioni di sirene vitaminizzate. Tutta la controstoria del controverso plutocrate della rivoluzione pansessuale.
Il crollo - Hugh Hefner appare oggi come una maschera di cera. Il canuto re dei puttanieri gongola tra bambolone sciroppose, ma è roso dai debiti. Il suo impero viene smontato pezzo a pezzo dai suoi creditori. Gli resta ancora il Big Bunny, il Dc 9 costruito per copulare a diecimila piedi d'altezza. Ecco com'è apparso nel nefasto party milanese.