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  TINTEGGIARE I MURI
La prima operazione essenziale è quella di prepararli per poterli tinteggiare in modo uniforme e duraturo. La predisposizione delle pareti dipende naturalmente dalla loro superficie: se è nuova e se prima non è mai stata trattata; se è già stata dipinta almeno una volta; oppure se è stata tappezzata. Mette conto quindi esaminare in dettaglio le tre diverse circostanze.
Muri nuovi. Se i muri sono nuovi, cioè l'intonaco è appena stato ultimato, bisogna pazientare parecchi giorni prima di intervenire e dare la pittura. Diciamo che trenta giorni sono sufficienti perchè l'umidità evapori completamente. Se la casa è in campagna, il tempo è umido e si vogliono anticipare i tempi occorre accendere il camino o i caloriferi o almeno una stufa elettrica.
L'intonaco può essere di tipo civile, cioè un po' granuloso e imperfetto: è necessario allora stuccare qualche piccola screpolatura e qualche buchetto. Ma perchè queste piccole toppe non risultino poi evidenti, c'è un trucco molto semplice: bisogna rendere rugoso lo stucco picchiettandolo con una di quelle spazzole dure cosiddette da bucato. La superficie da dipingere va poi accuratamente spazzolata e quindi passata con una mano di pittura isolante. Se invece l'intonaco è a gesso, bisogna andare cauti perchè la superficie è tenera, facilmente graffiabile. Eventuali scalfiture vanno stuccate e lo stucco applicato va poi passato con carta vetrata fine per rendere il tutto molto uniforme. Per spolverare la superficie non si usano strofinacci, ma un pennello molto morbido e dopo si dà la solita mano di pittura isolante.
Muri già tinteggiati. Se la vecchia pittura si sta staccando e la superficie si presenta malandata, è indispensabile levare le vecchie sfoglie di colore e riportare alla luce l'intonaco. Il lavoro va fatto con una spatola dopo aver bagnato il muro con acqua calda (ma esistono in commercio anche liquidi appositi). Messo a nudo l'intonaco, si stucca e si procede come per i muri nuovi.
Se la vecchia tinteggiatura è intatta, o quasi, prima di coprirla con la nuova pittura, bisogna rendersi conto di che cosa è. Perchè se la vecchia e la nuova pittura sono incompatibili fra loro, è impossibile sovrapporle. Si possono fare quattro ipotesi:
Pareti trattate a calce: si riconoscono facilmente perchè la superficie si incide con l'unghia e, se si passa una mano bagnata, la pittura non tinge. Allora, prima di passare sui muri un altro prodotto bisogna raschiare bene le pareti con una spazzola metallica o addirittura con un raschietto fino ad arrivare all'intonaco. A questo punto ci si regola come se ci trovassimo di fronte un muro nuovo.
Superfici tinteggiate a gesso o a tempera: sono così tenere che si possono scalfire con l'unghia; se si passano con una mano umida, lasciano la tinta. Se questo tipo di pittura è ancora buona la si lascia e, dopo averla ben lavata e stuccata e aver dato una mano di isolante, la si copre con la nuova tinteggiatura. Per sapere se tiene, se cioè non occorre toglierla, si passa su una zona una spugna bagnata: se compaiono macchie e bolle, è indispensabile toglierla usando spugna e acqua tiepida e, dove è necessario, una spatola.
Se la vecchia tinta è idropittura: non si scalfisce quando è saggiata con l'unghia e non lascia traccia di colore passando la mano umida. Per rendersi conto se l'idropittura è ancora ben fissata sui muri, c'è un modo molto semplice: si applica un pezzo di nastro adesivo e poi lo si strappa senza riguardi. Se sul nastro non rimane pittura, non c'è problema: la vecchia pittura può essere lasciata. Si lava allora la superficie con acqua, si eseguono i piccoli rappezzi necessari con stucco mescolato con un po' di tinta. La mano di isolante in questo caso non è necessaria. Se invece sul nastro rimane qualche pezzetto di tinta, la stuccatura e la mano di isolante richiedono che prima l'intonaco venga rimesso in vista da una perfetta raschiatura a umido.

Smalto, cementite o altri prodotti di questo tipo: si riconoscono subito per la loro impermeabilità (la superficie si presenta compatta). Le pareti trattate con questi prodotti devono essere raschiate per togliere eventuali sbriciolature, dopo vanno lavate con acqua e soda (non più di 50 grammi di soda in un litro d'acqua) e risciacquate accuratamente con acqua. Eseguiti i soliti rappezzi con stucco mescolato a un po' di tinta, si applica la nuova pittura, direttamente, senza isolante. Muri tappezzati. Quando le pareti sono ricoperte con tappezzeria e si vuole invece dare la tinta i casi sono due: se la carta non è strappata, è bene aderente ai muri e inoltre è di colore tenue, si può benissimo lasciarla come fondo coprendola con la pittura; se invece la carta è a colori vivaci, che potrebbero stingere, conviene fare una prova su una piccola zona di muro. Attenzione: se la tappezzeria è del tipo vinilico (la superficie è protetta da una pellicola di resina vinilica), non si può ricoprirla con la pittura se prima non si è tolta la pellicola impermeabile che dovrebbe essere facile da strappare afferrandola sul bordo superiore e tirando verso il basso. (Sulla facilità di questa operazione è tuttavia lecito avere qualche dubbio, ma conviene provare e, se la cosa riesce, si sarà eliminato quel lavoro abbastanza gravoso che è staccare una vecchia tappezzeria ancora ben ancorata alle pareti).
Supponendo che la vecchia tappezzeria sia in grado di fare da fondo alla tinteggiatura, occorre in ogni caso stuccare i giunti e poi passare sulle stuccature la carta vetrata del tipo molto fine; se poi si nota qualche bolla (significa che la carta in quel certo punto si è staccata) occorre togliere la bolla in questo modo: si esegue un taglio a croce, quindi si rincollano i lembi alla parete con colla vinilica. La stuccatura ha una grande importanza e va fatta con molta cura se si vuole ottenere un lavoro ben riuscito.
Nel caso si dovesse staccare la tappezzeria perchè è in cattivo stato, la si deve abbondantemente bagnare usando acqua intiepidita; la carta perderà la sua consistenza e la si potrà staccare aiutandosi con una spatola. Una volta staccata la tappezzeria, il muro va stuccato e poi passato con una mano di isolante. La pittura isolante deve essere diluita con acqua (sulle confezioni sono riportati i rapporti fra acqua e isolante) e poi stesa sulle pareti con una pennellessa. Attenzione a intingere poco la pennellessa perchè il velo isolante deve essere sottile, senza sgocciolature. Per essere certi che l'isolante sia diluito al punto giusto, è bene fare una prova su una piccola parte di muro. Se l'isolante, quando è asciutto, non si presenta ben aderente, cioè fà la pelle, bisogna aggiungere altra acqua fino a raggiungere il miscuglio perfetto. Data la mano di isolante, e dopo che questo è essiccato, si comincia a tinteggiare con la pennellessa o con il rullo; si possono usare anche entrambi gli attrezzi, prima il pennello e poi, per finire, il rullo. Di mani di pittura ne occorrono sempre due e qualche volta (se il colore precedente è forte) anche tre. Solo se si usa lo stesso colore già impiegato precedentemente può bastare una sola mano di pittura. Naturalmente, fra una mano e l'altra, è necessario lasciare passare il tempo opportuno perchè la pittura si asciughi: sulla confezione di ogni prodotto è riportato il tempo da osservare. Si comincia dipingendo il soffitto, per evitare che qualche sgocciolatura cada su parti già accuratamente rifinite. Il sistema più comodo, per pitturare il soffitto, è stare in piedi sopra un'asse robusta sostenuta da due cavalletti in modo da poterli spostare agevolmente; altrimenti, va bene anche la scala, sul soffitto, sul soffitto, la si dà partendo al di sopra della parete della finestra, lavorando a strisce parallele; successivamente si procede con pennellate perpendicolari alle precedenti. In questo modo la luce proveniente dalla finestra non evidenzierà eventuali imperfezioni. Per pitturare le pareti si inizia tracciando con la pennellessa la cosiddetta bordatura, vale a dire le strisce in corrispondenza degli angoli, degli zoccolini e degli infissi. L'operazione va fatta in ogni caso con il pennello, anche se si intende proseguire con il rullo. Terminato questo lavoro, si procede eseguendo strisce verticali, partendo dai lati della finestra, e suddividendo idealmente la superficie da dipingere in riquadri, iniziando dall'alto. La pittura va stesa prima verticalmente e poi in senso orizzontale (se si usa il pennello) e terminando con un riquadro prima di passare a un altro. Per ottenere uniformità di colore fra i riquadri, si appoggia la pennellessa (o il rullo imbevuto di colore) subito sotto la zona già dipinta guidando l'attrezzo verso il basso; nella risalita si va oltre il raccordo passando leggermente sulla pittura già applicata. La stessa cosa la si fa in orizzontale per ottenere una perfetta continuità laterale. Se si usa il rullo, il lavoro procede più spedito; si tracciano strisce in diagonale come se si eseguisse una W che occupi circa mezzo metro quadrato di superficie, proseguendo con strisce orizzontali e quindi verticali.

Accorgimenti: Perchè non rimangano striature sul muro che si sta dipingendo, è necessario stendere la pittura prima in verticale e poi in orizzontale senza prelevare nuovo colore e terminando con un'ultima passata verticale leggerissima. Non bisogna interrompere il lavoro prima di aver terminato una parete, specie se si tratta dell'ultima mano.
È importante evitare di far polvere mentre si sta dipingendo, così come bisogna stare attenti a non toccare la parete finchè la pittura è fresca.
Eventuali macchie sul pavimento o sugli infissi vanno pulite subito con un panno umido. Prima di lavarsi con acqua e sapone si possono togliere eventuali resti di pittura secca dalle mani strofinandole con una pezza ruvida e asciutta.

  di Andrea Boriani
   data: 28 mar 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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